Rivelazione dalla rivista WIRED: Nelle forze armate USA sono stati presentati dei corsi d’addestramento finalizzati ad una «Guerra Totale» contro l’Islam, ispirati al «Modello Hiroshima».

Ricordatevi: Siamo in guerra! Comportatevi di conseguenza. Fate parte di un movimento di resistenza, non di un social-club.

[ estratto di uno dei manuali di addestramento per l'Esercito USA ]

In questo articolo vi presentiamo i fatti e recensiremo il materiale informativo che accompagnava i corsi militari, offrendo i link ai testi scaricabili in PDF…

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Ormai non dovremmo più sorprenderci di nulla e invece vogliamo ancora sorprenderci ed indignarci del multiculturalismo e dell’islamicamente corretto imperante nella Vecchia Europa. Ultimo (ma sicuramente non ultimo!) esempio ci viene dalla Norvegia, che oggi ha celebrato la sua Festa Nazionale  in ricordo del trattato di indipendenza firmato tra Oslo e Copenhagen il 17 maggio 1814, scegliendo come coordinatore un religioso islamico.

Si tratta di Shoaib Sultan, di origini pakistane, da anni nel Paese nordico, di cui è diventato Segretario del Consiglio Islamico e capo dell’organismo di recente creazione “Centro contro il Razzismo”.

Peccato che questo personaggio sia uno di quelli che accusano di razzismo ed islamofobia in continuazione, influenzando Sinistra e stampa norvegese, e che il Consiglio Islamico che dirigeva fosse alle dipendenze dello Sheikh egiziano Yusuf Al-Qaradhawi, che non ha esattamente la moderazione come qualità.

Quello per cui, tanto per dirne un paio, ha sostenuto che “I gay sono da bruciare, lapidare o gettare da un monte” e che ““L’Olocausto degli ebrei fu una punizione divina per la loro corruzione”. E il “norvegese” Sultan si è ben guardato dal dissociarsi. Intanto i giorni scorsi il leader di un ‘ organizzazione islamica di Oslo ha dichiarato che un quartiere della città, dove i musulmani sarebbero ormai la maggioranza, dovrebbe essere governato dalla sharia.

 

Più di 500 ragazze cristiane egiziane (comunemente chiamate “copte) sono state rapite e convertiti a forza dai salafiti, dall’inizio della Rivoluzione nel gennaio 2011. Spesso queste giovani erano tra i 12 e 14 anni. E la chiamano “Primavera araba”.

Calvario infinito quello delle donne afghane. Si è consumato l’ennesimo delitto d’onore: un padre ha ucciso la figlia per aver “disonorato” il marito, scappando dalla casa di lui (si era rifugiata da un cugino, che l’ha riportata dal marito una decina di giorni dopo, dandosi poi alla macchia).

Il padre della giovane ha chiesto allora consiglio agli anziani del villaggio, che hanno emesso per lei una sentenza di morte pubblica.

L’uomo allora, ha portato in piazza Halima, questo era il nome della ragazza, e le ha sparato davanti a 300 persone (voleva il pubblico lui, per dimostrare che “bravo afghano”, che “bravo musulmano” era). La ragazza, tra i 18 e 20 anni, lascia due figli orfani.

La sua esecuzione risale al 22 aprile ed è stata resa nota da una Ong per i diritti umani. E’ l’ ennesima dimostrazione che non si può esportare la democrazia, soprattutto con le armi. Tanto più che nel 2014 gli Americani completeranno il loro ritiro dall’Afghanistan e le donne saranno lasciate al loro destino.

 

Omar Borkan Al-Gala, attore e poeta di Dubai, espulso dall'Arabia Saudita poiché «troppo bello e pericoloso per le donne»Quando è troppo è troppo … questo è il motto della polizia religiosa saudita che ha deciso di espellere tre visitatori del regno perché considerati «troppo belli» e, quindi, un «potenziale rischio per la popolazione femminile locale».

Uno di essi è l’ex-attore e poeta degli Emirati, Omar Borkan Al-Gala (nella foto a lato), da molte donne (non solo arabe) considerate un sex-symbol.

I tre si erano recati in Arabia Saudita per partecipare al Jenadrivah Heritage and Culture Festival di Riyad. Ma loro presenza non si è rivelata molto gradita dalle autorità locali…

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Donne Afghane
Abbiamo fatto una guerra per “liberare le donne dal burqa” in Afghanistan, ma non è servita a nulla. L’agenzia per i diritti umani Human Rights Watch (HRW) ha denunciato che moltissime donne poliziotto (esistono, dopo la reclusione forzata degli anni dei Talebani) subiscono abusi sessuali e veri e propri stupri da parte dei colleghi maschi. Nella maggior parte dei casi ciò avviene nei bagni in comune nelle caserme.

Addirittura “Pochissime donne poliziotto si azzardano a girare in uniforme, per paura delle ritorsioni dei talebani e della fascia più radicale della società afghana”. A riferirlo è Bard Adams, responsabile di HRW Afghanistan.

La sinagoga di Derbent.

La sinagoga di Derbent nel Daghestan.

Gli autori di una ricerca sull’antisemitismo in Russia nel 2011-2012 hanno concluso che nel paese l’ostilità nei confronti degli ebrei è poco diffusa, sebbene si siano verificati alcuni casi preoccupanti tra nazionalisti, musulmani e funzionari statali.

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Secondo una dichiarazione Tv dell’imam salafita egiziano, le donne stuprate in Piazza Tahrir non sarebbero vittime ma hanno avuto solo quel che erano andate a cercare appositamente!

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In occasione delle elezioni generali, che si terranno il prossimo 11 maggio, l’organizzazione culturale British Council Pakistan ha realizzato un sondaggio tra i giovani del Pakistan (i quali costituiscono circa il 30% dell’elettorato). I risultati del sondaggio – che consisteva in quattro ricerche commissionate, una consultazione via internet e 5271 interviste con pakistani di età compresa tra 18 e 29 anni – sono tutt’altro che incoraggianti: più della metà crede che la democrazia non sia stata un fattore positivo per il paese e quasi il 40% si dice favorevole all’introduzione della Sharia.

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La Rue de Suisse a Nizza.

La quinta camera del tribunale amministrativo di Nizza ha condannato settimana scorsa il comune per una convenzione con l’associazione dei musulmani del centro-città.

La convenzione, che era stata firmata il 20 ottobre 2011 dal sindaco Christian Estrosi (UMP), consisteva in uno sconto del 50% sul canone di locazione della sala di preghiera.

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islam

Il Consiglio centrale dei musulmani in Germania ha chiesto al governo federale l’introduzione di due giorni di congedo durante il Ramadan e in occasione dell’Aïd el-Fitr (la festa che marca la fine del digiuno).

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