Ormai non dovremmo più sorprenderci di nulla e invece vogliamo ancora sorprenderci ed indignarci del multiculturalismo e dell’islamicamente corretto imperante nella Vecchia Europa. Ultimo (ma sicuramente non ultimo!) esempio ci viene dalla Norvegia, che oggi ha celebrato la sua Festa Nazionale in ricordo del trattato di indipendenza firmato tra Oslo e Copenhagen il 17 maggio 1814, scegliendo come coordinatore un religioso islamico.
Si tratta di Shoaib Sultan, di origini pakistane, da anni nel Paese nordico, di cui è diventato Segretario del Consiglio Islamico e capo dell’organismo di recente creazione “Centro contro il Razzismo”.
Peccato che questo personaggio sia uno di quelli che accusano di razzismo ed islamofobia in continuazione, influenzando Sinistra e stampa norvegese, e che il Consiglio Islamico che dirigeva fosse alle dipendenze dello Sheikh egiziano Yusuf Al-Qaradhawi, che non ha esattamente la moderazione come qualità.
Quello per cui, tanto per dirne un paio, ha sostenuto che “I gay sono da bruciare, lapidare o gettare da un monte” e che ““L’Olocausto degli ebrei fu una punizione divina per la loro corruzione”. E il “norvegese” Sultan si è ben guardato dal dissociarsi. Intanto i giorni scorsi il leader di un ‘ organizzazione islamica di Oslo ha dichiarato che un quartiere della città, dove i musulmani sarebbero ormai la maggioranza, dovrebbe essere governato dalla sharia.